La nuova forma di lavoro sottopagato risponde alla voce "ricercatore".
Il salario lordo di poco superiore ai 950 euro mensili, ai quali vanno sottratte numerose spese, porta nelle tasche dei giovani medici una cifra inferiore agli 800 euro. Davvero molto poco se consideriamo che gli specializzandi hanno le stesse mansioni degli "strutturati" e rispondono penalmente del loro operato. Dopo numerosi anni di studio e formazione non è certo una grande soddisfazione ricevere come unico riconoscimento tanti obblighi ed innumerevoli responsabilità affiancati a diritti irrisori.
Va ricordato infatti che gli specializzandi non hanno tutele lavorative né previdenziali nonostante lavorino sino a 12 ore al giorno, non godono del riposo settimanale, lavorano ben oltre gli orari che di loro competenza, spesso ricoprendo mansioni di manovalanza a basso costo per attività che non corrispondono alle loro qualifiche.
A questo problema, irrisolto da circa otto anni, si deve dare una soluzione. Scioperi, manifestazioni, delegazioni che trattano con il rettore Vincenzo Milanesi, incontri con il ministro Mussi, non hanno portato a significativi cambiamenti e - con la scusa dei tempi burocratici- i neomedici continuano a rimanere inascoltati.
Gli specializzandi sono -da troppo tempo- in trincea per cercare di dare una sferzata alla vergognosa condizione in cui sono relegati.
Destra Universitaria solidarizza con tutti i neomedici ed offre la massima disponibilità ad affiancarli in qualsivoglia iniziativa volta ad esprimere la loro protesta.
Non dobbiamo stupirci della "fuga di cervelli" se le giovani menti fresche di studi e piene di voglia di mettersi in gioco e di dimostrare le loro capacità vengono trattate in questo modo. L´Italia sottostima i suoi laureati e non offre loro alcun genere di possibilità di crescita professionale.
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