2008

Disoccupazione giovanile in Italia tra le più alte d’Europa


Disoccupazione giovanile in Italia tra le più alte d’Europa, precariato inarrestabile? Questa non è l’Italia dei giovani, è l’Italia dei potenti e degli industriali.

Una delle ultime ricerche Eurostat ha evidenziato come il tasso di disoccupazione giovanile in Italia sia tra i più alti d’Europa.
Infatti nel settembre 2007, il tasso dei giovani al di sotto dei 25 anni senza lavoro si è attestato al 20,2%. Vanno peggio solo la Grecia , la Romania e la Polonia.
E questi dati non tengono conto dei “finti occupati”, ovvero i precari. Purtroppo però il numero di giovani che si deve accontentare di lavori stagionali o precari è in aumento esponenziale.
Dopo la legge n. 30 (Legge Biagi-Maroni) l’istituto del lavoro interinale è stato riproposto dal “pacchetto Treu”, fornendo le basi per un ulteriore avanzamento del precariato.
Il risultato: quasi il 90% dei giovani lavoratori tra i 17 ed i 24 anni vive con una busta paga inferiore ai 1000 euro mensili, ed oltre il 60% degli stessi si deve accontentare di 800 euro.
Lavoro precario che non è più atipico. È infatti ormai l’unica forma di lavoro che all’88% dei giovani è dato conoscere.
Non solo. Oggi avere un titolo di laurea - quando non è un danno - è inutile. Tant’è che il quasi il 20% dei giovani laureati è disoccupato, il resto è precario, o comunque svolge una mansione per cui il suo titolo di studio non è richiesto. Di conseguenza cresce il numero di coloro che sono disposti ad emigrare all’estero pur di ritrovare la voglia di crescere professionalmente ed accrescere i propri compensi.
In effetti, ragioni per restare in Italia non ce ne sono proprio: chi non ha finito nemmeno la scuola dell’obbligo guadagna più di un laureato. A significare che i lavori più richiesti sono quelli poco specializzati. Proprio la situazione ideale per un paese che dovrebbe, invece, investire su innovazione e ricerca.
Il lavoro atipico, invece, dovrebbe essere tale e poiché offre molte meno garanzie e quasi niente diritti ai lavoratori dovrebbe costare molto di più alle aziende, non meno come avviene ora. Essere precari con salari da soglia di sussistenza, oppure laureati e disoccupati significa non avere futuro degno di tale nome. Significa vivere ogni giorno nell’incertezza economica quanto mentale. Significa essere schiavi di Confindustria e delle sue pretese di arricchimento smodato. Per queste ragioni Destra Universitaria e Lotta studentesca chiedono l’abrogazione delle leggi Biagi e del pacchetto Treu, e l’avvio di serie politiche occupazionali per restituire un futuro ai giovani italiani.

per Destra Universitaria
Anna Lami - Luca Doria