L.S. anche all’Università


I primi grandi successi raccolti in termini aggregativi ed elettivi da Lotta Studentesca nel corso di questi primi mesi d’attività spingono l’organizzazione a lanciare le proprie battaglie anche all’interno dell’Università italiana. Negli Atenei – infatti – i segnali di sofferenza lanciati dagli studenti sono molteplici: dagli elevati costi delle rate d’iscrizione fino al dramma che vivono migliaia di studenti vittime delle speculazioni sugli affitti.
Per non parlare della progressiva spirale del caro-libri che accomuna tutti gli studenti italiani, medi ed universitari. L’Università è allo sbando tanto quanto le scuole superiori: la crisi investe indistintamente tutti i settori dell’istruzione e della formazione. Una parabola negativa che segue rigorosamente la fase di recessione strutturale che sta affliggendo tutto il paese: le fallimentari politiche economiche che hanno introdotto la flessibilità hanno sostanzialmente gettato nel moderno girone dei dannati migliaia di giovani studenti. Il diffuso precariato e la crescita dell’interinale - lungi dall’ accelerare l’inserimento nel mondo del lavoro ha - nei fatti - ingigantito i fenomeni dello sfruttamento e del lavoro nero.
Eppure l’Italia ha di fronte una grande sfida: rimettere il sapere al centro della politica, dell’economia, della società. La formazione superiore e la ricerca costituiscono beni pubblici di fondamentale importanza ed è compito primario dello Stato sostenerle.
La realtà è – però - differente: la cosiddetta “autonomia” promossa in questi ultimi dieci anni- che ha trasformato i Rettori in “manager” - doveva portare ad una decurtazione delle spese per il personale e a una “migliore organizzazione” della didattica. Invece i risultati sono stati solo negativi, ed a farne le spese sono sempre gli studenti. Solo nel biennio 2003-2005 le tasse d’iscrizione sono aumentate del 7%.
Come se tutto questo non fosse sufficiente, l’Italia attualmente investe nell’università solo lo 0,88% del Pil contro l’1,2% della media dei paesi Ocse.
E con la scorsa finanziaria i fondi si sono ulteriormente ridotti: infatti sono stati tagliati del 20%, cifra pari a 200 milioni di euro.
L’Università, da fabbrica di esami qual è oggi (esamificio), dovrebbe diventare un trampolino di lancio per il mondo del lavoro, un’opportunità di crescita ed anche una garanzia.
Essendo la formazione culturale e la ricerca un bene collettivo, si deve giungere a ad un’Università pubblica, sostenuta dalla fiscalità generale.
Gli enti preposti a garantire l’effettivo esercizio del diritto allo studio, devono svincolarsi da ogni logica privatistica, contraria agli interessi della nazione. Si deve interrompere la tendenza alla trasformazione dei contratti nazionali a tempo indeterminato in contratti a tempo determinato, ovvero la precarizzazione della maggioranza di docenti e ricercatori.
Gli studenti devono avere la possibilità di usufruire di spazi e tempi adeguati per la loro formazione culturale e per le loro attività di vita e socializzazione quotidiana.
Per queste ragioni Lotta Studentesca raccoglie la sfida dell’Università, con l’unico ed esclusivo scopo di affiancare gli studenti italiani nelle loro giuste e necessarie rivendicazioni.
“E’ nostra intenzione contribuire all’abbattimento di un sistema universitario patologicamente compromesso” afferma Daniele Pinti – responsabile di Lotta Studentesca – che incalza “ i successi ottenuti da LS nelle scuole medie superiori sono un ottimo punto di partenza – non certo di arrivo – verso la conquista degli inalienabili diritti di tutti gli studenti italiani, che trova il suo punto cruciale e di snodo all’interno degli Atenei.”
“Lo sbarco di Lotta Studentesca nell’Università italiana è una gran bella notizia, sapremo cogliere le sfide concentrando le nostre energie su quelle battaglie fondamentali che vedono –oggi - gli studenti non rappresentati degnamente nelle proprie istanze e rivendicazioni essenziali: se l’Università di oggi crea precari, noi forgeremo Uomini!” conclude soddisfatto Paolo Caratossidis – coordinatore nazionale di Forza Nuova.