SERBIA E KOSOVO, RISCHIO DI UNA NUOVA GUERRA NEI BALCANI?

Pubblicato da Lotta Studentesca il

Dopo un primo periodo di calma dall’ultima estate, tornano a farsi sentire le tensioni tra il Governo del Kosovo e le popolazioni di etnia serba. Tensioni che, in realtà, non sono mai cessate e che ultimamente tornano di pubblico dominio; come dimostrano le 10mila persone che hanno protestato nella città di Mitrovica (nel Nord del Kosovo) sventolando bandiere serbe e urlando “Il Kosovo è Serbia!”.
Gli attriti tra Governo serbo di Aleksandar Vučić e quello kosovaro di Vjosa Osmani, come ricordato precedentemente, erano già iniziati nell’ultima estate a causa della decisione del Kosovo di sostituire le targhe serbe dei veicoli con quella kosovara, una posizione non certo condivisa dalle popolazioni locali di etnia serba e neanche da Belgrado, che, ancora, non riconosce il Kosovo come una nazione indipendente. Negli ultimi giorni, molti pubblici ufficiali serbi hanno deciso di ritirarsi dai loro ruoli all’interno delle istituzioni kosovare e ciò ha contribuito ad alzare le tensioni politiche e diplomatiche tra i 2 paesi dell’ex Jugoslavia.

L’Unione Europea, intanto, è riuscita a trovare un accordo sulla questione dei documenti in modo che gli abitanti delle 2 zone possano viaggiare più liberamente usando le proprie carte d’identità, ma non è riuscita a risolvere la questione delle targhe, riconoscendo addirittura la legittimità del provvedimento.
Ergo, dal 21 Novembre chi sarà trovato a circolare col proprio mezzo con targa serba verrà ammonito verbalmente, dal 21 Novembre al 21 Gennaio si rischiano multe fino a 150€ in poi, dal 21 Gennaio al 21 Aprile sarà obbligatorio coprire la propria targa con una kosovara provvisoria e dal 21 Aprile scatterà il sequestro del veicolo.
Nel frattempo lo stesso Vučić ha affermato all’emittente “Pink” che “La decisione dei serbi del Kosovo di boicottare le istituzioni di quel paese è storica”. Continuano infatti a verificarsi un alto numero di dimissioni da parte di deputati, giudici e poliziotti serbi residenti in Kosovo che presentandosi ai vari commissariati, hanno consegnato le proprie divise e le proprie armi.
L’accusa del Kosovo sarebbe che Vučić voglia destabilizzare il paese e che risponda ad interessi russi, alludendo alla storica alleanza tra Belgrado e Mosca. La portavoce del Ministero degli Esteri del Cremlino, Maria Zakharova ha risposto: “Siamo allarmati per l’aggravarsi della situazione intorno al Kosovo, dove le cosiddette autorità di Pristina stanno ancora alimentando la tensione sotto l’occhio passivo o addirittura col sostegno dei loro sponsor a Washington e dei suoi alleati europei….” e conclude con “L’Occidente sta deliberatamente spingendo la situazione a un conflitto aperto”.

A seguito di questo è lecito far capire che non esiste solo la guerra in Ucraina, ma che ci troviamo davanti anche davanti ad altri conflitti che rischiano di destabilizzare l’intera Europa.
Sorge spontaneo, dunque, porgersi quantomeno due domande: perchè i media parlano così poco di questo fatto e, soprattutto, dobbiamo aspettarci una nuova guerra dei Balcani?
La nostra visione è da sempre incentrata ad un clima di pace, per tutelare i popoli europei e le generazioni a venire, affinché non ci siano mai più guerre tra fratelli.

Categorie: DISPACCI

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