JE NE REGRETTE RIEN!

Pubblicato da Lotta Studentesca il

Ancora una volta la Francia è in fiamme, ma non per la riforma delle pensioni o per qualche legge particolare, bensì a causa dell’ultimo fatto di cronaca che ha insanguinato le strade: l’omicidio di un giovane ragazzo a danno delle forze di polizia ha scatenato una violenta ondata di proteste e di devastazione, a Parigi e nel resto della nazione.
Da diversi giorni, ondate di “francesi di ultima generazione” (più o meno giovani), mettono a ferro e fuoco tutte le città; alcuni “dissidenti non molto lucidi”, possono confondere questa situazione come un sacrosanto desiderio del popolo di insorgere contro il padrone e fare piazza pulita di tutte le ingiustizie, purtroppo, però, la realtà è ben diversa. Si tratta del più brutto e spaventoso risultato provocato dall’immigrazione di massa e dalla società multietnica, tanto ben voluta dai globalisti.
La condizione sociale a cui stiamo assistendo però, è molto diversa rispetto a quella italiana, poiché nel nostro paese assistiamo ad un’immigrazione abbastanza eterogenea, mentre in Francia troviamo una presenza massiccia di persone provenienti da aree delle ex colonie.
La stessa Francia non si è mai ripresa da quella che è stata la fine della guerra di Algeria e, ad oggi, quel riflusso storico-culturale, presenta i suoi risultati: incendi in strada, piazze e quartieri: le rivolte che stiamo vedendo sono molto difficili da incanalare e, di sicuro, non sono conformi a quelle che sono state le proteste contro la riforma delle pensioni, le quali avevano un’organizzazione precisa, dei percorsi da seguire e dei soggetti politici ben chiari. Queste sono iniziative ben più spontanee che non hanno un valore di obbiettivi, ma cercano di “calcare” quella che è stata l’esperienza americana dei Black Lives Matter.
Infatti, così come negli USA ci sono delle minoranze di afroamericani che si sentono ghettizzati e messi fuori dal circuito della società civile, in Francia non c’è nessun “Obama di turno” che ha tentato di portare avanti determinati concetti, anzi, ci ricordiamo delle parole dell’ex Ministro degli Interni, Gérard Collomb, il quale aveva marcato fatto che in Francia ci sono dei territori “abbandonati dalla Repubblica”.

Quello a cui stiamo assistendo è ciò che ci presenta la società multirazziale e “meticciatamemte corretta”.
Se tutto il nostro paese ha preso una scossa dopo i fatti di Peschiera del Garda, delle baby gang o delle canzoni dei “nuovi italiani” che si sentono tali ma odiano esserlo, provate solo a pensare a quello che potrebbe succedere dopo.
La fortuna vuole, però, che i nazionalisti francesi non sono rimasti a guardare e sono scesi in strada per difendere il proprio territorio e le proprie piazze, cacciando (seppur con fatica) le “nuove generazioni” e la servitù antifascista che gli gira dietro.
Anche in Italia sarà così!
L’esempio di Verona e di Roma che più volte hanno dimostrato di essere trincee di popolo, deve essere seguito in ogni piazza, ogni quartiere, in ogni scuola e in ogni periferia della nazione. Pronti a ricacciare ‘maranza’ e imboscati da dove sono venuti e a fargli capire che gli italiani non sono tutti “spaghetti e chitarre” come raccontano all’estero.

Se la globalizzazione vorrà il conflitto sociale, sappia che non vincerà facilmente.
Onore ai Camerati e agli ultras francesi!

Categorie: DISPACCI

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