LA DROGA É MERDA!

Parliamoci chiaro: non serve che te lo spieghi un professore, un articolo di giornale o tanto meno un medico. Basta guardarsi intorno fuori da scuola o il sabato sera, per vedere come gira. Potrà pure essere popolare, ma c’è una cosa che va ribadita: la droga era, è e sarà sempre merda. Non importa come la chiamano, quanto sembra “leggera” o quanto la facciano passare per una cosa normale sui social o nelle canzoni dei trapper da quattro soldi. È una trappola, e l’unica cosa che fa è mangiarti il tempo, i soldi e la testa.
Senti spesso dire che “se fosse legale sarebbe meglio”. Ma pensaci bene: legalizzare significa solo che qualcuno ha deciso di arrendersi. Se lo Stato lascia che ti venga venduta questo schifo, ti sta dicendo che non gli importa se ti bruci i neuroni, basta che lo fai in regola. Non farti fregare da questa falsa libertà, la vera libertà è non averne bisogno. Oggi gira di tutto: robaccia sintetica presa su internet, pasticche che non sai cosa abbiano dentro, o la moda assurda di sfondarsi di alcol in dieci minuti solo per vedere chi crolla prima. Ma che divertimento è non ricordarsi nulla della serata? Che senso ha rincorrere uno sballo che ti lascia solo un vuoto enorme il giorno dopo? Quelli che vendono questa roba, che la esaltano come se fosse da fighi, ti vedono solo come uno dei tanti malati su cui fare soldi. Sei un numero sul loro conto in banca. Ti vendono l’illusione di essere libero, mentre ti stanno mettendo un guinzaglio.
Oggi la vera trasgressione non è farsi una canna o impasticcarsi. Quello lo sanno fare tutti, è la cosa più banale del mondo. La vera sfida, quella difficile e che richiede fegato, è restare lucidi. La vera sfida in questo mondo di pecore tutte uguali è avere dei valori sani e ancorati nella nostra storia millenaria, conoscere il proprio passato e la tradizione, essere consapevoli delle proprie radici.
Il vuoto che senti a volte, o la noia di certi pomeriggi, non si cura con quella merda. Quella è la medicina che il sistema ti somministra per tenerti buono, seduto e ubbidiente.
La vera ribellione non è distruggersi, ma costruirsi. La vera lotta contro questo mondo che ci vuole tutti pecore, consumatori senza anima e senza radici, inizia col riprendersi il controllo totale del proprio corpo e della propria mente. Vuoi davvero sfidare il sistema? Allora smetti di essere passivo e diventa un pericolo per chi ti vuole debole.
La nostra forza sta nella consapevolezza, nella militanza, nella riscoperta di chi siamo e da dove veniamo. La vera trasgressione è l’avanguardia, è la disciplina, è il rifiuto di ogni catena, chimica o ideologica che ti venga imposta dall’alto.
NON FARTI FOTTERE DA NESSUNO: RIBELLATI!
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